Il web è anti-

Non ci è voluto molto a capirlo, in effetti, il web è contro qualsiasi cosa: è contro i vaccini, è contro Renzi, è contro il Jobs Act, e – occhio al paradosso – il web è anche contro quelli contro. L’importante, insomma, è stare dall’altra parte della barricata, qualunque sia il campo di battaglia sul quale ci si trova. Mi sono trovato spesso a chiedermi – dunque – il motivo di questa sete di contrarietà dell’internet, e mi sono risposto che le cause sono molteplici.

La Regina del web rabbioso è senza dubbio Sua Maestà l’Ignoranza, col paggetto analfabetismo funzionale: tramite il web, tutti hanno voce in capitolo e tutti – proprio tutti – sono certo che ci sarà qualcuno lì a leggerli: dopo ere ed ere in cui l’Ignoranza – seppur dilagante – era costantemente condannata al fallimento (se non alla rinascita in forme religiose e superstiziose, ovviamente), oggi questa riesce a fare da padrona.

Il paradosso, in sintesi, è che essere istruiti è una colpa, essere ignoranti è una virtù. L’ignorante – a quanto pare – non si fa fregare, non si allea coi Rotschild né con Soros, né tantomeno si fa pagare dal PD. Certo, straparla di costituzione quando non ha nemmeno idea del fatto che sia divisa in articoli, però quantomeno è “libero”. E di questa libertà stolta il web è ebbro, e in questa ebbrezza i capipopolo diventano proprio gli ignoranti professionisti. Che, ignorando, sparano a zero su tutto e tutti, senza poi comprendere la minima ragione dietro alle azioni che ogni giorno riempiono il palcoscenico dell’umanità.
Altra componente del popolo dei social è l’odio: l’odio è il sentimento più totalizzante per l’essere umano, è quello che gli fa provare gli istinti più forti, quelli più primordiali. Allora quest’essere umano retrocesso a bestia, che nella vita quotidiana non trova più il conflitto per la fame o quello per la donna, si trova a vomitare la sua rabbia nell’unico posto al mondo in cui non ci sia nessuno pronto a fracassargli il cranio per ciò che dice: il web. Internet diventa allora la casa degli irosi, degli invidiosi, dei rancorosi impenitenti e impuniti, che proprio qui trovano la loro dimensione.

Ora, se fossero solo questi i motivi dello stato del web oggigiorno, diremmo che si tratta più o meno di nulla di diverso dell’essere umano nella sua più verace forma. Poi, però, scopriamo che storicamente è rilevabile la svolta culturale che ha portato ignoranza e odio alla ribalta, conferendo loro dignità di cittadinanza nella politica, nello spettacolo e nel sentire comune della nostra nazione. Simbolo di questo passaggio epocale, manco a dirlo, sono i “grillini”, nella loro accezione generica riferita alla “massa incazzata”, non si sa benecome, con cosa, né perché, ma è incazzata e se la prende con i più generici concetti di “privilegio”, “pidiota”, “immikrato”, “vitalizio”, “kasta” e via discorrendo. Sono loro la chiave del terzo motivo, che nasce dalla fusione dei precedenti: è la nascita del grillismo nel suo substrato elettorale più profondo, è l’odio ignorante che trova i suoi proseliti, finora silenziati dall’idea comune che fosse meglio vergognarsene di odio e ignoranza.

Ecco, era meglio continuare a vergognarsene: dietro le insegne del grillismo, dunque, si muove la più pericolosa armata del mondo, la massa informe e degenere dal quale traggono origine le melmose acque che paralizzano l’opinione pubblica di oggi. In questo contesto, è necessario che le coscienze degli istruiti, le braccia dei patrioti, le gambe della nazione, si risveglino, e si impongano la severa e ardua missione di ristabilire il governo della concreta intelligenza, del cortese e brillante genio che riporti ai suoi fasti la dialettica italiana e cibernetica.

Noi abbiamo deciso di provarci.
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di Dario Tasca

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