Cu nasci tunnu, nun pò morriri quatratu

In Sicilia c’è un detto, che dice “cu nasci tunnu, nun po’ morriri quatratu”; ovvero “chi nasce tondo, non può morire quadrato”. Che i miei Avi non se ne dispiacciano, ma io non ci ho mai creduto. Sono sempre stato convinto che nasci da incendiario e muori da pompiere.
Cambi, ma solo per moderarti. Il fascista diventa popolare, il comunista diventa democratico, il democristiano… beh, democristiano. La cosa interessante è che non c’è colpa in questo sistema, l’evoluzione intellettuale di un individuo lo porta a riscoprirsi di tanto in tanto, per adattarsi, per cercare un’altra via, per non arrendersi.

Chi potrà dunque dirsi coerente? Chi sarà custode della coerenza, chi il garante? È semplice: la coerenza non sta negli ideali, né nell’etichetta politica. La coerenza sta nell’onestà intellettuale di applicare alla realtà sempre gli stessi parametri, le stesse unità di misura, gli stessi criteri. Facciamo un esempio. Se sono un grillino che fino a ieri pomeriggio difendeva Luigi Di Maio perché anche se non si è laureato è un bravo ragazzo, non sarò incoerente se l’indomani deciderò di appoggiare Renzi perché meglio si adatta alla mia visione, ma sarò molto incoerente se urlerò al Ministro Fedeli che non può ricoprire tale carica non avendo una laurea.

Facciamo un altro esempio. Adesso sono… ehm… facciamo un grillino, dai, e oggi nel Vangelo secondo Beppe c’è scritto che siamo fortissimi e bellissimi perché noi mettiamo a fare le cose tipo gli assessori e tutte queste cose gli esperti, quelli bravi, laureati, che sanno come si fanno le cose, poi passa la notte e l’indomani, il tal grillino, non sarà incoerente se deciderà di votare Salvini, ma lo sarà, tantissimo, quando dirà che sono i laureati, i tecnici e gli esperti ad aver rovinato l’Italia, che l’Università della Vita è l’unica che conta e che nessun professorone può dirgli cosa fare, perché se il PIL si innalza è colpa del caldo, se non eleggiamo i governi è colpa di Napolitano, se vincono loro è per i brogli, ma se vinciamo noi, ha vinto la democrazia.

Del resto, coerenza imporrebbe ai pentastellati di stare in silenzio quando si parla di democrazia interna, invece che accusare gli altri partiti di non averne. Dovrebbe tacere riguardo ai finanziamenti che non percepisce a causa della mancanza della suddetta democrazia interna, altro che “rinunciati”. Un po’ come gli stipendi, “restituiti”, ma poi ricostituiti attraverso diarie e rimborsi spese. L’incoerenza, allora, non sta nel voltagabbana, non sta nella disonestà, ma sta nella disonestà intellettuale. Nel falsare il dibattito politico con una visione distorta della realtà.

P.S. Spero che abbiate capito che questo non era un pezzo sulla coerenza…
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Di Dario Tasca

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