La corsa all’India

Working together with India, a like-minded partner, simply makes sense. It is natural; così Jean-Claude Juncker, Presidente della Commissione Europea, apre il 14esimo vertice fra l’Unione Europea e l’India, tenutasi il 6 ottobre a New Delhi in concomitanza con il cinquantacinquesimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra due delle principali. Presenti all’incontro esponenti quali il primo ministro indiano Narendra Modi, il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk e l’Alto Rappresentante per la Politica Estera dell’Unione Europea Federica Mongherini, sono state adottate dichiarazioni congiunte sull’energia pulita, sul cambiamento climatico, sull’urbanizzazione nonché sulla lotta al terrorismo.
Per quanto concerne il cambiamento climatico, oggi uno dei principali hotspot diplomatici, è stato riconfermato l’impegno preso con l’accordo di Parigi, con la realizzazione di pompe solari, attuazione dello stoccaggio energetico e del raffreddamento verde, con un investimento di 500 milioni per il trasporto sostenibile (con l’acquisto di 96 nuovi convogli della metropolitana di Bangalore) offerto dal vicepresidente della BEI, Andrew McDowell.
L’aspetto di maggior rilevanza è stato però quello relativo all’accordo di libero scambio, oggetto ormai di contesa tra Ue e Inghilterra. L’Unione Europea è, infatti, il principale partner commerciale dell’India; paese verso cui ha triplicato le esportazioni dagli anni 2000, con investimenti di circa 51.2 miliardi di euro nel 2015 rispetto ai 44.2 del 2014.
Il febbricitante entusiasmo europeo non è stato però condiviso dal rivale inglese che, successivamente al referendum per l’uscita dall’Unione, ha intrapreso una maratona diplomatica per assicurare al Regno Unito un trattamento privilegiato nelle relazioni commerciali con il paese con il più alto tasso di crescita economico globale ed un economia dal valore di circa 2 trilioni di dollari. l’India ha infatti dato inizio un processo di riforma economica e una progressiva integrazione con l’economia globale, che mira a metterla su un percorso di rapida e sostenibile crescita.
I leader hanno ribadito la centralità dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) e l’importanza di rafforzare scambi liberi, equi e aperti per realizzare una crescita e uno sviluppo sostenibili. Essi hanno anche accolto con favore il recente varo del meccanismo di agevolazione degli investimenti per gli investimenti dell’UE in India, che faciliterà e stimolerà tali investimenti mediante un sostegno concreto in loco alle imprese.
Comunque sia, la risposta dei sudditi di sua Maestà, i quali si sono visti “scippare” la loro ex colonia, è ancora da attendere.

Di Federico Ciaralli
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