Fuori tempo massimo

L’inebriamento in realtà è fresco. Siamo stati, e rettamente siamo, tutti Charlie. Non transeat. Affligge però esser tenuto a lagnarsi di come quell’esaltare il diritto assoluto e inviolabile alla satira (sic!) sia, purtroppo solo con notevole ritardo, divenuto esercizio di stile di pochi commentatori. Ed anzi, in contrappasso, quando la medesima rivista francese, peccando di sciovinismo, ironizzò violentemente ed inopportunamente sul terremoto del centro-Italia, la meravigliosa capacità cisalpina di apprezzare lo scherno sui più delicati tra i contenuti sembrò ceder lo passo ad un atteggiamento impermalito che, per la verità, apparve come più che giusto. Fu così che anche quelle vignette, per taluni dal principio disgustose, ritraenti tra gli altri Cristo e il Padre in atteggiamenti sodomiti, furono riscoperte con tardiva colpa come tali anche dal resto dei nostrani pensatori.

Storia più recente. Altrettanto vergognosi sono stati gli adesivi con l’effigie di Anna Frank in maglietta giallorossa, incollati a dozzine questa Domenica allo stadio Olimpico di Roma. Ignobili manifestazioni d’odio mai più da replicarsi.
A destare dispiacere, però, sono i nostri corifei che ancora una volta si ritrovan, fuori orario, a condannare ciò che si è silentemente sopportato per troppo tempo. O, per gli inclini alle insinuazioni, ciò che non si è voluto vedere, nascondendo col dito la Luna. Gli abusi delle tifoserie sono all’ordine del giorno, e non vorrà certo il lettore esser sottoposto ad un dettagliato quanto noioso elenco di mirabolanti abomini che indubbiamente rimembra e non è intenzionato a rileggere, dai cori inneggianti Nassiriya ai festeggiamenti per la tragica morte di tifosi avversari.

Per di più i giudizi di questi giorni si macchiano sovente dell’ulteriore torto di rendere comuni all’intera categoria del tifo vizi e viltà propri invece di una quota di questo, per buona sorte, minoritaria. Si richiedono le pene più gravi possibili (“partite a porte chiuse”, “esclusione dal campionato”) solo oggi, dimenticando fatti sdegnosi tangenti a quello di cui qui si racconta e per i quali non fu richiesta alcuna sanzione. Per miopia, perchè il meccanismo di rimbalzo della notizia in quelle occasioni non funzionò come avrebbe dovuto, col fine di condannare atti che sempre, fin dal principio, dalla prima delle manifestazioni, sarebbero dovuti essere censurati e puniti.

E’ anche questo meccanismo che ci ha dovuti costringere ad essere impotenti spettatori di un’ulteriore esibizione: ignoti hanno gettato la corona floreale che era stata depositata in memoria proprio della tragedia di Anna Frank davanti al Tempio Maggiore in Roma, ovverosia una delle più imponenti sinagoghe d’Europa.
Sopporteremo, senza dubbio, anche la riprovazione di giornalisti e personaggi vari capaci di riscoprirsi improvvisamente paladini d’una battaglia che sino ad ora non li aveva visti partecipi nè come protagonisti nè come comprimari. Così come sopporteremo e abbiamo dovuto sopportare scelleratezze come quella degli adesivi di questo week-end.

Ci si consenta, però, di imporre al ricordo ogni giorno, e non solo quando sembra più pratico e comodo.

Buon Riposo ad Anna Frank, vittima mai da dimenticarsi delle follie naziste.


Di Mauro Dario Rufini

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