Invito informale ai servizi segreti italiani

Vi ricordate il caso Eichmann?
Era il 1960, e il Mossad, servizio segreto israeliano, si recava in un quartiere residenziale di Buenos Aires, Argentina, per catturare Adolf Eichmann, funzionario delle SS e organizzatore della logistica per il trasferimento degli ebrei nei campi di concentramento e di lavoro.

 

Israele, il suo Governo e l’opinione pubblica tutta sapeva che il Mossad commetteva una gravissima violazione del diritto internazionale: il rapimento di un individuo in territorio straniero, ove un altro governo esercita sovranità totale. Si trattò di un vero e proprio sequestro di persona.

 

Cosa spinse Israele ad una rottura tanto intensa del diritto internazionale? Cosa può essere più convincente della legge e della reputazione agli occhi della comunità internazionale?

 

L’orgoglio.

 

La convinzione di quanta sofferenza Adolf Eichmann ha inflitto al popolo ebreo; la volontà di agire da soli, contro tutto e tutti, per far valere le ragioni nazionali, per rispondere al mandato etico affidato ai discendenti dai propri avi.

 

Personalmente, ed in via del tutto informale, auspico che l’Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna, il Servizio Segreto italiano, riceva incarico dal Governo per recarsi in Brasile, e prelevare coattivamente il criminale Cesare Battisti, assassino conclamato, ex terrorista armato e quattro volte condannato alla pena ergastolare per omicidio e concorso in omicidio.

 

Non si vuole qui paragonare il caso Eichmann con il caso Battisti. Ma ciò che mi spinge a desiderare un’infrazione del diritto internazionale ed un incidente diplomatico con l’alleato Brasile, è il pensiero delle vittime di Battisti; è la inquietante sensazione che un terrorista rimanga impunito fino alla fine dei suoi giorni; è l’amarezza che sovviene alla vista del brindisi che Battisti fa rivolto agli obbiettivi delle telecamere.

 

Mi auguro perciò che, data la recentissima concessione dell’habeas corpus e quindi il reintegro della libertà a Battisti da parte dei giudici brasiliani, dei componenti delle forze speciali italiane, coadiuvati dall’intelligence, si dirigano in Brasile per sequestrare Battisti per riportarlo in Italia.
Sarà compito del tempo e della politica farsi perdonare.


Di Edoardo Licitra

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