La Grande Pensionata si è mossa

Il premio Nobel per la letteratura Josè Saramago in “Le intermittenze della morte ” raccontava d’ un Paese dove d’improvviso la morte decide di scioperare e dove pertanto per la felicità della popolazione nessuno più cessa di vivere. L’euforia iniziale, però, si tramuta in breve tempo in un susseguirsi di problemi per la comunità, problemi che vanno dalle migrazioni clandestine nei Paesi confinanti per poter morire, ai patemi d’uno Stato che deve trovare una soluzione per la sostenibilità della sempre più vecchia inefficiente popolazione.

In Italia non abbiamo a che fare, purtroppo o per fortuna, con lo sciopero della Morte. Abbiamo in compenso a che fare con una mortalità sempre più ridotta e con una natalità in forte calo (circa 1,3 figli per donna, rispetto ai 3 dell’immediato dopoguerra). In Italia si beve e mangia bene, si lavora poco e si vive a lungo, tanto che l’aspettativa di vita media per le donne è 85 anni, 81 per gli uomini. L’Italia è un paese per vecchi; e non è solo la citazione di quella meravigliosa pellicola targata fratelli Cohen. Bensì trattasi dell’amara constatazione che ognuno di noi può fare passeggiando per le strade o gettando uno sguardo verso le finestre delle case. Gli over 65 rappresentano infatti il 22% dei circa 60 milioni di abitanti, percentuale all’interno della quale 727 000 è il novero degli ultranovantenni.

I giovani, vittime innocenti di una situazione socio-economica deprimente, si adagiano nella loro sconfitta, lavorando al massimo un anno come camerieri a Londra o in Australia “perchè così fan tutti ” o “perchè tutti dicono che bisogna andare via dall’Italia”. Per poi tornare delusi o rimanere all’estero oppressi.

La popolazione adulta attiva e lavoratrice fa quel che può, spesso ricevendo l’aiuto di quegli anziani che, oggi più che mai, sebbene inefficienti, rimangono fonti di reddito sicuro per non poche famiglie italiane. I freddi numeri lo confermano: secondo i dati dell’ISTAT, appunto, il saldo naturale (nascite meno morti) degli italiani è risultato negativo, pari a -134000. In parte coperto dal saldo invece postivo degli stranieri che, in compenso, fanno più figli di noi. Sic.

Non è fantasticheria proporre che lo scenario descritto da Saramago molto probabilemente si prospetterà nelle prossime decadi. Avremo a che fare con una popolazione di over che, grazie ad un elevato benessere, riesce a vivere a lungo posticipando ancora più in là il termine di quella dipartita difronte alla quale nessuno può uscir vincitore.

L’età delle pensioni, come da tutti noto, aumenterà; si potranno conoscere i bisnonni o magari anche i trisnonni, le case di riposo prolifereranno, le città saranno abitate da ottantenni magari da poco andati in pensione, lo sviluppo nella scienza medica permetterà di vincere qualsiasi malattia riuscendo a conquistare una breve immortalità. Per sapere come agirà il Governo e quali soluzioni adotterà l’INPS è, a questo punto, solo questione di attesa. A meno che, volendo anticipare gli eventi, vogliate immergervi nella lettura di “Le intermittenze della morte”.


Di Paolo Cardinali

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