Democrazia Diretta: Storia di una cattiva idea

“Rousseau”. Questo il nome del “sistema operativo” del MoVimento 5 Stelle, dove gli iscritti possono votare per i candidati del partito – ebbene sì, per quanto odino questo termine, tecnicamente lo sono eccome, e non c’è niente di male – da presentare nelle tornate elettorali. Il nome certamente evoca fortamente il concetto di democrazia diretta di cui il filosofo francese è considerato, a torto, l’ideologo. Eppure, per quanto eretico possa sembrare nell’epoca della crisi dei corpi intermedi, il concetto stesso di democrazia diretta sembra – ed è – indubbiamente sopravvalutato.

La Grecia antica è la vera culla della democrazia diretta sì come viene concepita nel nostro immaginario collettivo. Fu lì che si sviluppò infatti nella sua forma più pura. La direzione del pensiero politico dominante dell’Oggi è chiara: più democrazia, più prosperità. Secondo questo sillogismo, dovremmo essere portati a ritenere che la democrazia diretta dovrebbe caratterizzarsi contemporaneamente punto di arrivo e massima espressione del liberalismo; la realizzazione del Comunismo dopo la dittatura del proletariato degli anti-marxisti. Tuttavia, la Storia insegna il contrario. Non fu forse proprio nella prospera Gercia antica, a Sparta, dove la minoranza militarizzata schiavizzò la maggioranza degli Ilòti? O ancora, per chi non a torto obiettasse la natura oligarchica e aristocratica del sistema di Lacedemone, non fu proprio la democrazia universale ateniese a mettere a morte Socrate, “l’uomo più giusto” secondo Platone?

E’ chiaro che non è la democrazia in sé a prevenire il compimento di atrocità, quanto piuttosto lo schema di valori individuato da una determinata comunità. L’Impero Romano ci insegna, d’altra parte, che l’ordine è necessario affinché la società possa permettere alle sue migliori energie di mettersi in moto. Per quanto nobile possa sembrare, l’ideale “democratico” Rousseauiano non fu che l’anticamera di legittimazione delle peggiori atrocità degli ultimi secoli, dal grande terrore giacobino al perseguimento dell’obiettivo finale del comunismo o del Reich millenario. A testimonianza della grandezza e dell’infallibilità della sovranità popolare nella sua accezione più totalizzante, fu il ritmo serrato della ghigliottina a Place de la Concorde a Parigi nel 1793 a parlare. Del resto Hobbes l’aveva detto: homo homini lupus.

Qual è allora, il sistema migliore? Finalmente, dopo secoli – anche se gli anglosassoni ci sono arrivati prima – si è giunti alla universale accettazione della democrazia rappresentativa come “forma peggiore di governo, ad esclusione di tutte le altre” (Winston Churchill). Tra l’eccesso demagogico della democrazia diretta e la tirannia dell’autoritarismo, la democrazia rappresentativa, fondata sulla separazione dei poteri e sul bilanciamento reciproco degli stessi, coniuga la legittimità popolare al governo dell’autorità. La migliore realizzazione, ad oggi, dell’Aurea Mediocritas aristotelica.

Per funzionare però, una democrazia rappresentativa moderna necessita di alcuni presupposti: la fiducia nel sistema educativo, un senso civico diffuso, il rispetto delle istituzioni nazionali e delle fondamentali libertà dell’individuo. Non è un caso che i più accaniti sostenitori di tale modello, sulla scena politica globale e italiana, siano sprovvisti di tutte e quattro le succitate qualità. Quando la mamma informata ritiene di saperne di più del medico, quando l’insulto diviene il canale principale di esternazione del proprio contegno nei confronti di chi la pensa diversamente, quando il politico o l’avversario è per definizione un disonesto e quando si inneggia a uno Stato che possa interferire nelle vite di tutti attraverso gli organi giudiziari o polizieschi, allora diviene evidente che non si è più nell’ambito della Democrazia diretta, o più semplicemente, della Democrazia Costituzionale.

Invito gli alfieri della democrazia diretta a ricredersi, non è che tirannia mascherata da offerta al supermercato.


Di Ludovico Lenners

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...