Ancora reddito di cittadinanza ?

Immaginate un partito che, dal nulla, senza una storia politica, costruisca il suo consenso sul coinvolgimento di quella parte di elettorato che, durante una delle più grandi crisi che il mondo occidentale abbia mai conosciuto, abbia accumulato rancori, invidie, ed odio verso quelle persone che, da sempre, hanno preso decisioni al loro posto. Queste persone, che chiameremo “poteri forti”, sicuramente non hanno fatto nulla per apparire simpatiche. Si sono chiusi in una teca di cristallo, mettendo un muro di competenze tra loro e chi chiedeva spiegazioni. Al di fuori di questa teca, i rancori crescevano, l’ignoranza si organizzava in movimenti.

La più remunerativa (in termini di voti) promessa elettorale che si possa fare a quella parte di Paese arrabbiata, sfiduciata e, talvolta, svogliata, è:

il REDDITO DI CITTADINANZA! Una somma mensile garantita dallo Stato che andrebbe ad interessare gli italiani in difficoltà. Tralasciamo il rischio morale (se comunque mi pagano, perché lavorare?), e analizziamo soltanto i numeri. Brevemente: la cifra complessiva che graverebbe sui conti pubblici ipotizzata dai più ottimisti, e sono veramente tanto ottimisti, è di 20 miliardi l’anno. Fingiamo che bastino.

Deficit? No! Sono state trovate delle coperture che adesso andremo ad elencare. Mi sono permesso di commentare ogni voce in corsivo con un tono vagamente ironico con il solo intento di alleggerire la lettura.

  • Riduzione detrazioni Irpef (5,3 miliardi) – ergo: tasse per chi lavora e il reddito se lo ricava da sé -;
  • Divieto di cumulo pensionistico tra redditi autonomi e redditi da lavoro dipendente, la riduzione dei costi degli organi costituzionali ed il taglio ai dividendi di Banca d’Italia (5 miliardi)  -Vi invito a rileggerlo, due o tre volte, o almeno finché non ne coglierete l’illiceità. -;
  • Centralizzazione degli acquisti (2,5 miliardi) – Ottima idea, peccato che esista già ! -;
  • Tassazioni banche e assicurazioni (2 miliardi) – Meno credito alle imprese, ancora meno. –  ;
  • Tassazioni sulle trivellazioni (1,5 miliardi) – e dunque sull’energia, per le bollette più strabilianti di sempre -;
  • Fondo per il sostegno alla povertà (1,5 miliardi) – la grande riforma: destinare il fondo di sostegno alla povertà ai poveri !-;
  • Tassazione sul gioco d’azzardo (1 miliardo) – ricordate il discorso dell’invidia ? Perché non tassare anche la fortuna, poffarbacco ! – ;
  • Riduzione indennità parlamentari (60 milioni) Soppressione enti inutili (500 milioni)  il CNEL, tipo. – ;
  • Taglio auto blu (400 milioni) – Per poi poter dare il reddito di cittadinanza a tutti gli autisti disoccupati, evviva !-
  • Taglio ai finanziamenti ai partiti (20 milioni) – finalmente solo i ricchi in politica ! La CA$TA trionfa !
  • Taglio finanziamento all’editoria (23 milioni) – informarsi costerà di più, salvo che sul sacro blog ovviamente -;
  • Concessioni autostradali (140 milioni) – Aumentiamo i pedaggi –
  • Riduzione pensioni d’oro (150 milioni) – altrimenti denominati “diritti acquisiti”; incostituzionale. –
  • Taglio del 50% dei vitalizi (150 milioni) – altri diritti acquisiti, incostituzionale. -;
  • Riduzione affitti d’oro (250 milioni) – 250 milioni ? Di lire, magari-;
  • Eliminazioni contributi statali per le intercettazioni (29 milioni) – massì, che cosa avrà poi mai fatto la polizia per tutti noi ? – 

Ho iniziato a scrivere questo articolo proponendomi di suscitare una riflessione un po’ più profonda del classico “tanto non si può fare”. Ammettiamo che i miliardi siano solo 20, ammettiamo che si trovino le coperture soltanto con la razionalizzazione della spesa pubblica. La domanda che vi voglio fare è: l’Italia vuole veramente continuare a vivere di assistenzialismo, o finalmente prenderà coscienza delle proprie potenzialità e responsabilità nei confronti di sé stessa, dell’Europa e delle generazioni future?


Di Marco Fabrizio

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