La superflua apologia di Kalergi

Prima di introdurre l’argomento, vorrei fare luce su una indiscutibile verità: il c.d. Piano Kalergi è una boiata colossale e chi ci crede o è un titanico idiota, o è in malafede.

Ma cos’è questo piano e che rilevanza ha alla luce della nostra battaglia contro la stupidità organizzata mondiale e nostrana? Il Piano Kalergi è il frutto di una ormai nota – almeno negli ambienti degli analfabeti funzionali di cui il nostro paese, a guardare i social, sembra essere stato riempito negli ultimi anni– teoria del complotto che assocerebbe alla figura del pensatore austriaco Richard Nikolaus von Coudenhove-Kalergi la teorizzazione una presunta congiura volta alla c.d. sostituzione etnica della popolazione europea attraverso un massiccio sostegno all’immigrazione africana e asiatica sul vecchio continente.

È chiaro che in un periodo storico connotato dall’incapacità di una politica irresponsabile di rispondere in modo efficace, soprattutto a livello comunitario, a un’epocale crisi migratoria, tali assurde ipotesi trovino terreno fertile nelle menti dei ‘webeti’ frustrati di cui tristemente pullula la modernità.

Pur tuttavia, la teoria del complotto kalergiana ha trovato un’ampia diffusione, specialmente negli ambienti estremisti e antiglobalisti, anche grazie alle interpretazioni opinabili della realtà provenute da talune personalità note al grande pubblico e aventi accesso ai mezzi di comunicazione di massa. Aperture ad una siffatta concezione retroscenistica dell’attuale problema dell’immigrazione di massa sono infatti parte integrante del pensiero che il noto “filosofo” Diego Fusaro ha più volte manifestato. Lungi qui da mettere in dubbio la credibilità di un docente universitario  – rectius docente universitario di filosofia – che si oppone apertamente all’obbligo vaccinale, sorge tuttavia spontaneo il dubbio di come un dichiaratamente fiero marxista e gramsciano possa aderire alle farneticazioni del negazionista antisemita Gerd Honsik, a cui va attribuita la paternità della suddetta teoria.

Tornando a noi, la menzogna del Piano Kalergi, infatti, trova le sue radici in una misinterpretazione degli scritti di Kalergi – in particolare dell’opera “Idealismo Pratico” (Praktischer Idealismus, 1925) – volta a dimostrare l’attribuzione di un progetto volto alla eliminazione silenziosa e progressiva della razza bianca in Europa all’aristocratico austriaco; e ciò in un contesto di disintegrazione degli Stati nazionali di cui l’Unione Europea rappresenta, come sempre, il malefico frutto. Il conte di Kalergi sarebbe dunque, nella mente degli adepti del criptovölikischismo dell’oggi, il “primo boldriniano”. Non serve certo dire che siffatta teoria non trova alcun riscontro né fondamento di credibilità in qualsivoglia testo del presunto teorico. Non di meno, il diffuso credo in questa perversa storiella dimostra l’ignoranza, anzi no, la pigrizia intellettuale dei nullafacenti moderni. Non ci vorrebbero neanche due minuti per navigare su un qualsiasi motore di ricerca e rendersi conto della portata farsesca dell’infondata macchinazione. Ma i disadattati se ne fregano e continuano imperterriti a diffondere il verbo della falsità, associando stoltamente il nome di Kalergi a una concezione liberal talmente estrema da risultare carnevalesca.

Kalergi infatti, lungi dall’essere un nazionalista nel senso totalitario e novecentesco del termine, fu tutt’altro che ‘di sinistra’. Del resto, sarebbe – ed in effetti lo è – da idioti sospettare che un nobile austroungarico possa esserlo. Kalergi stesso non rinunciò affatto all’idea che le potenze europee dovessero rimanere potenze coloniali nel suo progetto unitario di Paneuropa. Anzi, il suo modello di Europa Unita avrebbe dovuto qualificarsi più come una confederazione di Stati lontana, nella sua fase primordiale, dal modello dell’UE attuale e dal suo prospettabile sviluppo, seppur coadiuvata dall’adozione di un unico sistema economico e dalla gestione congiunta delle colonie. Vero è che Kalergi fu cosmopolita e massone; tuttavia non lo fu più di quanto non lo fosse chi tramava, nei lontani tempi ottocenteschi, per unire questa Italia, la cui “deturpata sovranità” è tanto celebrata dal webete medio.

Se fosse vero, come non lo è affatto, che l’Europa Unita e la crisi dei migranti siano il frutto di un progetto studiato a tavolino da certi ambienti della massoneria, lo stesso si potrebbe dire, con più certezza – vedi i moti carbonari, l’anticlericalismo, il mazzinianesimo ecc. – per lo stesso Regno d’Italia. D’altra parte, un appoggio al progetto paneuropeo di Kalergi fu dato, nella sua prima fase, da personalità quali Thomas Mann, Albert Einstein, Francesco Saverio Nitti, John Maynard Keynes, Monnet e altri. Non proprio gli ultimi scemi. Ma d’altra parte, cosa volete che ne sappia l’idiota collettivo?


Di Ludovico Lenners

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...