CAPROESPIATORISMO AL POTERE

La reazione del governo ai fatti di Genova ci dà la prova definitiva della natura dello stesso: l’approssimazione.

Rispondere a una crisi del genere è una delle grandi sfide della politica. Non c’è un giusto modo per farlo, ma tante diverse maniere che andrebbero utilizzate. Ma il “Governo del cambiamento” le ignora tutte, e decide di sobillare ancora una volta gli italiani.

Prima di tutto dimentica di essere al Governo. Alza la voce, fa ancora opposizione. L’opposizione all’opposizione. Fa ancora propaganda, fa ancora campagna elettorale, e ognuno tira acqua al suo mulino.

Da una parte il M5S decide di dare la colpa al Pd e alla vecchia politica, dimenticando però i suoi veri cavalli di battaglia: la delegittimazione degli studi e dell’expertise (non ascoltiamo i medici, dovremmo ascoltare gli ingegneri?) e la contrarietà alle spese pubbliche nelle infrastrutture (favoloso Alessandro Di Battista che con una mitica preterizione come fosse antani dice che “non si deve parlare di cose che non c’entrano, come la TAV”, cogliendo l’occasione per dire che la TAV fa schifo).

Dall’altra la Lega butta nel calderone ciò che le serve di più, Europa e immigrazione. Un’uscita infelice di Salvini dopo la strage ha annunciato il non arrivo di immigrati sulle nostre coste, come fosse motivo di giubilo nazionale. Poi è venuto il momento della Ue brutta e cattiva che fa crollare i nostri ponti, come se fosse la Ue a gestire la costruzione e la manutenzione di un ponte costruito nel ‘67.

Come se tutto questo non bastasse, i due vicepremier hanno rincarato la dose insieme all’amico Toninelli, decidendo di proporre il ritiro della concessione a Autostrade per l’Italia. È bastato accendere la miccia, la macchina del fango già ben rodata da entrambi i partiti ha fatto il resto sul web: la società è stata già condannata dal popolo, e con lei i Benetton. Di nuovo, come se fossero stati i Benetton a firmare i progetti del ponte. Però è il modo in cui Lega e 5s fanno politica, e che così tanto piace agli italiani: non sfuggano le menzioni d’onore che Salvini riserva ai cani impegnati nei soccorsi, per intercettare il primo partito del web, quello che “i cani sono meglio delle persone”.

E siccome “non c’è due senza tre”, ecco anche la voce (poco conosciuta a dire il vero) del presidente del Consiglio. Conte dice che la concessione sarà revocata perché “non possiamo aspettare i tempi della magistratura”. Ah. L’avvocato del popolo, il luminare della giurisprudenza, il professore, non sa che i tempi della giustizia non sono fatti per andare in vacanza ma per garantire i diritti degli imputati e la ricerca della verità?

Come hanno fatto – loro! – in 24 ore a trovare sufficienti prove per condannare Autostrade per l’Italia e revocare una concessione la cui penale potrebbe costarci 20 miliardi?  E ciò, come solo il Qualunquismo con la Q maiuscola esige, proferire parola riguardo ai risarcimenti nel caso in cui la società dovesse essere giudicata incolpevole. Poi, quali garanzie ha avuto la società in questo processo popolare, quando non ha avuto nemmeno il tempo di difendersi? Una scelta che qualche quotidiano straniero ha definito pazza, e in effetti pazza è.

Del resto, che potevamo aspettarci da un governo che vuole eliminare la prescrizione?

Ma è il nuovo modo di fare politica, che tanto piace agli Italiani.


Dario Tasca 

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