COME NON DETTO

Da martire a carnefice. E’ la storia omerica di Clitemnestra, costretta prima a sposare l’uomo che uccise i suoi figli, per poi trucidare lo stesso Agamennone e i pargoli che da lui ebbe. Ma è anche la storia tragicomica di Asia Argento. Mi perdonino gli ellenisti: vera tragedia messa vicino a canzonette del tempo presente. Però la parabola è quella, visto che già fu paladina della campagna contro il porcone Weinstein. Si badi bene: si intenda la parabola in senso strettamente non evangelico: la Nostra potrebbe diversamente sentire la sua fede pagana offesa: pare che al Torino Film Festival abbia nientemeno colto l’occasione, in veste di sacerdotessa, per effettuare uno strano rituale idolatrico. Roba da showbiz.

Asia oggi la ritroviamo invece con le mani nella marmellata. Le visciole protagoniste della flagranza di vero reato (è il caso di dirlo) son le grazie di un tal Jimmy Bennett, attore (?) Hollywoodiano che si era convinto di gestire in privato il misero affaire. Ma “il trauma si è risvegliato quando quella persona [Argento, ndr] si è dichiarata essa stessa vittima”. In pratica, sembrerebbe che nel 2013, col fanciullo ancora minorenne, si sia consumato tra i due un rapporto affatto platonico, da lui vissuto come una violenza. Il New York Times, peraltro, si prende la briga di chiarire particolari, sottigliezze, sentimenti e circostanze varie, tali da far sembrare la vicenda piuttosto verosimile. Aggiunge anche le cifre di un accordo: 380mila euro per il silenzio del tipo. Il Times, non Topolino. A pubblicare addirittura le chat e le foto dell’ adultero incontro ci ha pensato infine il portale Tmz.

La storia sarebbe bello finisse qua. Asia ha invece ben pensato di dare in pasto ai cattivoni della carta stampata anche la sua immaginifica difesa che si potrebbe definire d’ufficio, col rischio tangibile di offendere certa parte degli azzeccagarbugli d’Italia. La tesi è semplice: la colpa, o il merito, è del defunto compagno Anthony Bourdain, che, evidentemente travolto dalla foga umanitaria decise di destinare, donandi causa, quel denaro a Bennett, a questo punto solo figurante alla ricerca della fama, visto che la Nostra giura che l’amplesso non c’è mai stato.

Storia del femminismo d’accatto italiano, in molte indossarono l’elmetto e si gettarono in trincea insieme ad Asia. “Le donne tacciono”, disse la Boldrini, “perché hanno paura di non essere credute, di doversi addirittura giustificare; è la loro parola contro un sistema in cui nei talk show ci sono politici che confondono la molestia con il corteggiamento”. Non solo i politici a quanto pare. Contattata sulla questione Bennett dal New York Times, la ex presidente della Camera si è rifiutata di concedere l’intervista.

La Argento, che per i brizzolati sarà sempre solo la figlia di un grande regista noir, nel frattempo sarà probabilmente liquidata da SKY che, dopo lo scandalo Weinstein, l’aveva scelta come giudice di X Factor. Ma a Cannes qualche mese fa ha tenuto un discorso meraviglioso: “perfino stasera ci sono quelli che ancora devono essere ritenuti responsabili […]. Sapete chi siete. Ma soprattutto noi sappiamo chi siete”. Applausi scroscianti, era tutto vero: Asia sapeva.


Mauro Dario Rufini

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