FUCK NEWS!

Ormai è un dato di fatto: le fake news hanno influenzato le recenti elezioni di tutto il mondo.

Non ci sono prove di complotti internazionali volti alla distruzione delle democrazie liberali, e certamente non verranno insinuati in questa sede, ma una cosa è certa: un popolo mal informato non potrà mai decidere consapevolmente.

Nel periodo delle ultime elezioni politiche nazionali, i dati reali ci dicevano che:

– l’Italia aveva il più alto numero di occupati della sua storia. Tradotto: mai in Italia stavano lavorando contemporaneamente così tante persone;

-Gli inattivi: coloro che nè hanno lavoro nè lo cercano, volgarmente chiamati “gli scoraggiati”, non erano mai stati così pochi;

-il numero di immigrati pro capite era, ed è, tra i più bassi d’Europa;

-L’Italia era punto di riferimento in Europa e nel mondo, e ciò era dimostrato dall’aver vinto battaglie come la TAP (siamo riusciti a farla passare per l’Italia, incassandone i relativi introiti) e dall’aver trovato investitori internazionale per le nostre aziende in difficoltà.

Eppure… sentimento comune era che: “il lavoro non c’è”, “ci invadono dall’Africa”, l’Italia non conta nulla”.

La parola chiave per spiegare tutto questo?

Informazione.

L’informazione distorta (volontariamente per fini politici, o involontariamente per incompetenza) genera percezioni errate.

Come può un popolo prendere scientemente delle decisioni circa il suo futuro, senza essere pienamente consapevole del suo presente?

Una banale, e triste per il fatto che è drammaticamente vicina al vero, analisi della realtà non può non farci notare che viviamo un periodo in cui l’informazione tradizionale e professionale delle storiche testate viene messa in discussione; accusata di essere assoggettata all’establishment, viene sostituita da santoni del web che si sono miracolosamente trovati ad essere considerati paladini del giornalismo indipendente. Il raccapricciante risultato è una nuova forma di medioevo. Un medioevo digitale.

E come tutti i medioevi che si rispettino, anche in questo le competenze vengono screditate e criminalizzate: a tal punto da considerare, cito testualmente da una discussione su Twitter, “opinione perfettibile” la parola di un medico sui vaccini.

Obbietterete voi: “Si ma su internet si trovano i “matti” si sa…”.

Vi rispondo io:

e se un giorno non fossimo più in grado di riconoscerli? E se un giorno rivedessimo il nostro concetto di “fonte attendibile”?

E se lo aveste già rivisto?

Al governo ci sono due partiti (che hanno legittimamente vinto le elezioni!): uno, ad oggi, non è ancora del tutto convinto che i vaccini facciano del bene; l’altro, diciamolo, ha convinto l’Italia che gli immigrati fossero più dei numeri reali.

A dimostrazione di ciò, una ricerca dell’Istituto Cattaneo evidenzia che gli italiani sono mediamente convinti che la quota di cittadini extracomunitari residenti in Italia sia del 25%, con picchi del 32.4% tra gli elettori di centro-destra. La quota reale, invece, è di circa il 7%!

Insomma… i numeri di un’invasione dovrebbero essere altri!

Però, è giusto notare una cosa: diventa non biasimabile il concetto di “sono troppi” di chi sarebbe pronto a scendere in piazza se il tasso di extracomunitari sul territorio nazionale fosse veramente del 32%. È dunque giusto fare i conti con un dato di fatto: l’italiano non è diventato di colpo disumano, ma è effettivamente, realmente, clamorosamente, spaventato dal rischio di sentirsi straniero in casa propria.

La digressione sull’immigrazione ha il solo compito di fornire (spero lo abbia fatto) una diversa interpretazione del comportamento dell’italiano medio negli ultimi tempi. Esempi di percezioni errate, in particolare circa i fondamentali economici, ce ne sono a bizzeffe.

Ma sia ben chiaro: nessuno si senta giustificato dall’essere vittima di un’informazione distorta!

La pigrizia (del non approfondire o controllare una fonte) e l’ignoranza non saranno mai perdonate, neanche nel medioevo!


Marco Fabrizio

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